Un piccolo Rosolino nel cuore del Kerala


Quella che vi raccontiamo oggi è la storia singolare di Daneesh Kumar, giovane atleta di Pirappancodu, proprio al centro del distretto di Trivandrum verso i confini settentrionali ; da lí la strada per il mare è breve.

Ma non immediata: Pirappancodu si trova tra piantagioni e colline, piccolo villaggio di coltivatori ma con la caratteristica di avere una piscina ed un buon centro sportivo natatorio.

Lí Daneesh ha scoperto la sua attitudine di nuotatore, crescendo nello spirito e nel corpo, allenandosi ogni giorno alle prime luci dell’alba per poi recarsi a scuola; abbastanza insolito in un Paese dove al mare si sta sul bagnasciuga vestiti in attesa delle onde.

Caparbio, costantemente impegnato negli allenamenti, nel complesso positivo negli studi. Ma è la piscina il suo vero ambiente: l’acqua, il nuoto, la disciplina costante gli hanno fruttato risultati e medaglie.

Arriva in Namastè e lo incontro quasi di sorpresa: Valeria mi chiama, la madre mi mostra le medaglie, non capisco subito che le competizioni in cui brilla siano natatorie e, nel momento in cui realizzo ció, gli stringo la mano e le spalle, muscolose, allenate.

La madre del figlio è, inutile dirlo, orgogliosa ma un po’ tutti noi nello staff: Valeria consegna un orologio di qualità in testimonianza dell’apprezzamento che destiniamo a chi brilla, sudando, lottando nella vita, per la vita e Daneesh è un vero leone, marino, ma leone.

Selezionato dal distretto di Trivandrum per partecipare ad un torneo nazionale a Thrissur in competizione con gli altri distretti, Daneesh in quella vasca lascia tempi di rilievo, il cronometro scorre ma lui nuota più veloce e vince quattro medaglie tra gare singole e staffette.

Perchè raccontare questa storia?

Per molti di voi potrebbe apparire come una classica storia di dedizione allo sport con normalissime evoluzioni competitive ma cosí non è: la pallavolo in Kerala si gioca su terra rossa dove non ci si tuffa per rilanciare la palla, il calcio spesso in campi senza la rete, il cricket in marcite ai bordi di risaie tra aironi guardabuoi e bufali accanto.

Il nuoto è talmente marginale da apparire chimera sportiva eppure Daneesh ha saputo sfruttare la possibilità di avere una piscina nel suo minuto villaggio tra tapioche e banani, darsi una possibilità, crederci sino alla fine, scoprire che il sacrificio non solo porta a medaglie (enormi patacche placcate, nulla di più, ma importanti simboli di vittoria morale); in questa ottica diviene la lezione di una vita che vede Namastè dietro le quinte, ma lui sul palco.

A scuola, in corsia nell’acqua, nella vita, accanto ad una compagna: noi tendiamo loro una mano nel crescere, loro devono sapere afferrarla e rendere diverso il karma (che non è mai casuale e provvidenziale nonostante sia diffusa questa credenza) ma frutto del darma, del sacrificio, del migliorare costantemente spirito e corpo per dare smalto alla vita stessa.

Lo sport visto cosí mi ricorda un’Italia che vinceva con pochi mezzi, una fotocopia del tempo in bianco e nero che ritrovo a 12000 km. di distanza: lo sport come rivincita, crescita, disciplina, conquista, ma soprattutto il miglior modo per  generare la giusta energia che nella vita serve per mordere il destino, cercare di cambiarlo non passivamente ma in ‘stile libero’, con bracciate possenti ed un pizzico di sfrontatezza.

Auguri  Daneesh: chissà, forse un giorno la tua adottante sarà a bordo vasca a tifare per te, sicuramente leggendo di queste notizie avrà un moto d’orgoglio ed assieme a lei applaudiamo i tuoi successi.

‘Wings to swim’….

Nicola Tenani

novembre 2014

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