Amaldev, il paesaggista di Namaste


di Nicola Tenani

Tra le eccellenze dei nostri ragazzi non risalta solo lo sport: anche le attività legate all’Arte (lo avete saggiato nel nostro report riguardante il concorso di disegno dedicato alla festività di Depawali) sono fonte di svago e crescita per più di un vostro adottato.

Tra questi Amaldev, amante dei paesaggi e degli spazi aperti: i suoi paesaggi ricchi di palme, di fiumi placidi che seguono il proprio corso naturale sino alle dighe, i cieli tersi del suo Kerala o nuvolosi del monsone; introverso (da vero artista), ma non per questo isolato all’interno della sua casa, il nido dei ragazzi di Vellanad.

Quando arrivammo, con noi avevamo molto materiale per il disegno e la pittura, frutto di raccolte tra amici tra cui la grande donazione di materiale del mio amico e compagno di ‘penna’ nella scrittura, Walter: parte di quel materiale aveva la caratteristica di essere professionale e la prima cosa che abbiamo cercato al nostro arrivo in Namastè, fu quella di individuare chi avesse propensioni tali da meritare la parte più importante di esso.

Avrete capito che Amaldev era tra questi ed un kit prezioso di matite acquarellabili divenne da subito suo e con quello la possibilità di esprimersi al meglio, di aprire la sua Arte al mondo usando l’opportunità di avere ora al suo fianco trentasei matite malleabili, sfumabili, miscelabili.

In un primo tempo ha ottenuto di partecipare alla finale in una competizione esposta anche nel museo Chitra Kala di Trivandrum (struttura adiacente allo zoo della capitale), poi la vittoria in  un concorso scolastico: Amaldev in questi mesi ha affinato la sua tecnica, ha aperto la sua mente a nuovi spazi, ha cercato il dettaglio e la cromia con tratto naïf e leggermente post-impressionista.

Non sono un critico d’Arte ma quelle ocre in contrasto con i verdi appastellati mi ricordano tanto le tele provenzali di Paul Cèzanne, la sua capacità di isolare il mondo dai contesti umanizzati senza precludere case, villaggi lontani tra colli (Amaldev tra backwater e palmeti).

Il silenzio lo si puó percepire anche tra le trame della tela, l’assenza dell’uomo fisico captabile solamente dalle sue opera architettoniche, solo quello.

Cosí una domenica, nel primo pomeriggio, davanti la nostra sede nel post-pranzo, arriva e mi abbraccia orgoglioso del suo trofeo e del suo diploma: gli chiedo se avesse dipinto il disegno con le famose matite di Walter, la risposta è sí e sono ancora più convinto che con lo studio psicologico ed attento dei nostri ragazzi possiamo, con poca spesa, non solo donare loro qualcosa per testimoniare la nostra presenza al loro fianco anche da lontano, ma dare loro opportunità di esprimersi.

Dare sino in fondo quello che, genitori coscienti, diamo ai Nostri figli: i giusti mezzi per lasciare aperta la loro fantasia e creatività, piccoli voli onirici nel mondo di adolescenti che, in questo caso, in questo contesto di vita di collettività purtroppo coatta ma vincente nel dare loro autostima e mezzi, diviene anche il tendere la mano a chi nello sport, nella lettura, nell’Arte vola lontano, in un mondo perfetto ed ideale.

Magari sono solo sogni, ma senza di quelli la vita è più grigia…

…e non acquarellabile!

Novembre 2014

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