CORONAVIRUS: la situazione nelle aree in cui operiamo in Kerala e Tamil Nadu


AGGIORNAMENTO NOTIZIE DALLA NOSTRA SEDE IN INDIA

5 aprile
Namaste Wings to fly è stata contattata dalle autorità dei governi del Kerala e del Tamil Nadu per un piano di interventi per affrontare gli effetti di questa emergenza sanitaria pubblica. Domani saranno presentate delle ipotesi di azione sul territorio in cui operiamo:

  • Allestimento di una cucina comunitaria (community kitchen) per fornire pasti caldi a chi ne ha bisogno.
  • Produzione e distribuzione di dispositivi di protezione personale, come maschere in tessuto riutilizzabili e prodotti per il lavaggio delle mani.
  • Impiego di volontari e caregiver Namaste per prendersi cura degli anziani, di persone diversamente abili e di altri gruppi vulnerabili.
  • Consulenza e sostegno ai bambini e alle donne in difficoltà.
  • Campagna di prevenzione ed educazione sanitaria.
  • Le strutture di proprietà di Namaste, come le attuali case famiglia, vuote fino alla riapertura delle scuole, saranno proposte alle autorità governative per la creazione di centri di quarantena temporanea da utilizzare in caso di emergenza.

2 aprile
Oggi i responsabili dello staff in India hanno avuto un permesso speciale per raggiungere la nostra sede e organizzare così l’invio dei bonifici mensili alle famiglie che sosteniamo. In questo modo riusciamo ad alleviare almeno in parte le difficoltà del momento dovute al lock down, le nostre famiglie e i bambini potranno così ricevere anche in questo mese l’aiuto che regolarmente ottengono.
Attualmente i contagiati in India sono 2032 e i morti 58. Sono cifre per fortuna molto basse ma sulle quali è difficile fare affidamento considerate le difficoltà e le carenze nella raccolta dei dati.

In questa pagina si possono seguire quotidianamente gli sviluppi della pandemia in Kerala: https://en.wikipedia.org/wiki/2020_coronavirus_pandemic_in_Kerala

Sull’impatto dell’epidemia in India vi consigliamo anche la lettura di questo articolo: Di fronte all’epidemia non siamo tutti uguali

30 marzo
La sede di Namaste Wings to Fly India è chiusa e nessuno è in ufficio fino alla fine del lock down, per ora previsto per 21 giorni, fino al 14 Aprile. La libertà di movimento è limitata e solo per andare a prendere il cibo e le medicine nei negozi vicino a casa, oltre che per i trattamenti medici essenziali. Sono rimasti aperti solo pochi uffici governativi, quelli essenziali, e anche le banche sono aperte, seppur con orario ridotto e limitato accesso. Sono state stabilite delle ordinanze per punire chi infrange il coprifuoco.
C’è un po’ di preoccupazione per un possibile prossimo aumento dei prezzi per quanto riguarda il cibo (soprattutto le verdure) perché sono tutte importate da altri stati dell’India. Non dovrebbe creare problemi questo piccolo sovrapprezzo perché ora la gente comunque compra solo lo stretto necessario.
Lo stato del Kerala ha preso l’iniziativa di attivare cucine comuni (dove gruppi di donne cucineranno) in cui sarà possibile prendere o acquistare la colazione per poche rupie.
È stata avviata una nuova pensione chiamata “welfare pension” del valore di 1200 rupie al mese (16 euro) che si aggiunge alla lista delle altre pensioni in Kerala.
Rama, presidente Namaste, ha evidenziato una difficoltà nel trasferimento dei soldi sia per versarli alle famiglie che per gli stipendi stessi dello staff, ma nei prossimi giorni deve sentirsi al telefono con i responsabili per sbloccare la situazione.
Vinod, vice presidente, ci ha parlato del lavoro dei fieldworker (operatori sociali), che ovviamente ora lavorano da casa nel miglior modo possibile, rimanendo in contatto con le famiglie delle rispettive aree tramite WhatsApp e chiamate, restando così comunque aggiornati sulle varie situazioni e rispettando le norme imposte e soprattutto evitando tanti contatti.
Nelle prossime settimane è importante che tutte le famiglie siano a conoscenza delle iniziative sociali di cui possono beneficiare e che quindi ne fruiscano appieno facendo valere i propri diritti. I fieldworker, tramite chiamata telefonica, fondamentali nell’assicurarsi che tutte le famiglie abbiamo accesso ai servizi che il governo centrale e il governo del Kerala ha reso disponibili.
Il governo centrale ha accentrato tutte le iniziative e non è aperta a sostegni da parte di ONG. Quindi per ora non si può intervenire, ma si può pensare a cosa fare in futuro su interventi di solidarietà in India (mense per distribuire pasti se sarà necessario) e a come raccogliere i fondi necessari.

Per approfondire la situazione in India, scrive Internazionale “In India il blocco totale degli spostamenti e l’obbligo per gli abitanti di restare chiusi in casa hanno avuto conseguenze pesantissime, forse più che in ogni altro paese del mondo…” Leggi tutto l’articolo: Il governo indiano sotto accusa per l’esodo dalle grandi città


 

26 marzo
Il governo indiano ha imposto il lock down totale del paese. Se questa misura forte è essenziale per lottare contro la pandemia è preoccupante per quello che riguarda la vita quotidiana e le condizioni economiche delle famiglie povere.
Le famiglie aiutate da Namaste sono sotto la soglia di povertà e tanti genitori lavorano come giornalieri. Questo vuole dire che adesso, non potendo lavorare, non hanno redditi. Il governo ha deciso di prendere importanti misure economiche per aiutare le famiglie e particolarmente le più povere.
In Kerala e in Tamil Nadu nei prossimi giorni le famiglie potranno avere gratuitamente 15 kg di riso e un pacco cibo di un valore di 1000 rupie. Le famiglie BPL (below poverty line) potranno ricevere più riso e farina, dipenderà del numero di persone nella famiglia. Le famiglie di pescatori della costa, tra le più povere, sono prioritarie e riceveranno 35 kg di riso e farina. Per gli anziani è prevista una distribuzione di cibo pronto 3 volte alla settimana. Lo Stato del Kerala verserà subito due mesi di pensione agli anziani e alle vedove.
Rama, presidente della nostra organizzazione in India, dice che adesso non abbiamo bisogno di fare una distribuzione di cibo, però finora queste misure non sono ancora avviate quindi aspettiamo e teniamoci pronti ad aiutare le famiglie più deboli.
Il governo indiano dice di avere riserve di cibo per 3 mesi.
Adesso in India, ufficialmente ci sono 14 morti e 694 malati
https://www.worldometers.info/coronavirus/country/india/
In Kerala ci sono 115 malati ma nessun decesso.


24 marzo
Da oggi l’India sarà ferma per 21 giorni, il lock down totale è stato dichiarato da Modi proprio questo pomeriggio con un discorso alla nazione (1 miliardo e 300 milioni di persone).
La gente non può uscire di casa a parte per comprare cibo. Sono aperti solo i negozi di prima necessità. Chiusi tutti gli aeroporti e tutti i trasporti sono bloccati. Anche le fabbriche sono state chiuse. Le misure di restrizione sono molto severe.
In India ci sono circa 600 casi dichiarati, e sicuramente tanti altri non dichiarati, e un totale di 11 morti. Il Kerala è lo stato più colpito, un centinaia di casi, circa 60.000 persone in quarantena o isolamento e non ci sono morti.
Ovviamente il governo, conoscendo le condizioni di vita del popolo e le carenze del sistema sanitario, ha deciso di prendere misure forti, speriamo tanto che saranno efficaci.
L’ufficio di Namaste è chiuso per almeno 21 giorni. Chi ha un laptop lavora da casa. I nostri operatori sociali chiamano al telefono per fare gli aggiornamenti delle notizie delle famiglie che sosteniamo.


22 marzo
Tutto il paese ha una prova di coprifuoco dalle 7 di mattina alle 9 di sera.


19 marzo
Il nostro ufficio operativo in Kerala è chiuso ma le case famiglia sono operative. I nostri operatori sociali lavorano esclusivamente a distanza. I trasporti sono ridotti, le attività commerciali sono state chiuse. Sono in piedi solo le attività considerate necessarie. La situazione è paragonabile a quella italiana. L’india teme di non poter far fronte alla diffusione del virus e per questo prende misure eccezionali.


17 marzo
La situazione sta diventando ogni giorno più difficile, ci sono numerose restrizioni sulla mobilità e sui contatti tra persone. Per garantire la sicurezza i nostri operatori sociali che visitano quotidianamente le famiglie lavorano ormai a distanza, con tutti gli strumenti possibili, per raccogliere o consegnare notizie e foto ai bambini che sosteniamo.