Una giornata come le altre nella Casa delle Ragazze Namaste


Una delle nostre ragazze della casa famiglia “Girls Home” ci ha raccontato brevemente come si svolge una giornata qualunque a casa e a scuola.

Alle 5.30 la chiesa vicina mi fa da sveglia con musica e canti pieni di devozione. Mi piace svegliarmi così; sento una fresca energia per saltare giù dal letto, lavarmi e prepararmi velocemente per arrivare al doposcuola puntuale per le sette.

Il pensiero corre alla mia famiglia, a mia mamma, a mia sorella e ai momenti belli vissuti assieme, a quelli che vivremo durante le vacanze; anche se abito in casa famiglia loro sono sempre con me nel cuore.

Faccio colazione di corsa, il tempo stringe, saluto la mamma che gestisce la Casa delle Ragazze e mi incammino verso il Centro Studi in cui si tengono le lezioni di sostegno (Tuition Center) assieme alle mie amiche.

E’ bello andare a piedi, abbiamo il tempo di chiacchierare, guardarci in giro ed incontrare altri compagni che ci aspettano alla fermata del bus, lungo il tragitto. Camminare fa bene alla salute, camminare in fretta, perché rischiamo sempre di arrivare in ritardo, sicuramente fa benissimo! L’insegnante del Centro Studi attende i ritardatari al cancello e ci sollecita sorridendo comprensiva; io, se mi capita di essere in ritardo, faccio un sorriso smagliante e tento di scivolare al mio posto senza essere notata.

Alle 8.30 scheggiamo via, ci attende una passeggiata veloce fino a scuola, qui le lezioni iniziano alle 8.45. Mi piace andare a scuola, gli amici mi aspettano, parliamo di tantissime cose, condividiamo gioie e tristezze e soprattutto ci aiutiamo a vicenda. Per esempio, quando è successo che perdessi l’album da disegno ero tristissima: avrei impiegato un sacco di tempo a ricostruire l’album perché in disegno sono un po’ una frana, allora ciascuno dei miei amici ha fatto un disegno per me; me ne hanno regalati quasi sessanta! Ci aiutiamo moltissimo gli uni con gli altri e questo mi da una gioia profonda.

A scuola le lezioni cominciano con la preghiera, subito dopo l’insegnante chiede attenzione: le prime due ore riesco a stare attenta senza fatica: ho la mente fresca, dopo diventa più faticoso. Due insegnanti mi piacciono più degli altri e con essi, guarda caso, anche le materie che insegnano: uno insegna Chimica e l’altro Tecnico di Laboratorio Medico. Vengono fatte domande di ripasso tutti i giorni, e praticamente tutti gli studenti vengono coinvolti quotidianamente. Se so rispondere va tutto bene, se mi trovo in difficoltà e non so la risposta l’insegnante mi da appuntamento nel suo studio dopo la lezione e qui mi fornisce suggerimenti sia per colmare la lacuna che per incoraggiarmi a dare il massimo nello studio.

Dopo le prime due lezioni abbiamo un intervallo che passiamo in corridoio a chiacchierare finché non vediamo arrivare l’insegnante della lezione successiva; se tarda un pochino abbiamo qualche minuto in più per rilassarci e ci serve tutto! Il Laboratorio pratico di Tecnologia Medica è davvero impegnativo: ci è richiesta una grande attenzione ed un forte senso di responsabilità, l’insegnante puntualizza ogni errore lo corregge e ne spiega le ragioni con grande precisione; d’altra parte chi dovrà diagnosticare le malattie si baserà sui risultati che, in futuro, produrremo noi in laboratorio.

Durante la pausa pranzo non chiacchieriamo tanto, abbiamo tutti una fame da lupi e le bocche sono impegnate a mangiare; però è comunque una festa perché ciascuno porta da casa il contenitore con il cibo, spesso a base di curry, e, mentre apriamo il nostro, sbirciamo in quello degli altri per poi scambiarci gli assaggi.

Dopo pranzo vado in biblioteca a leggere il giornale oppure svolgo le mansioni che mi competono come membro della squadra di servizio nazionale (NSS): vigilare che gli altri studenti mettano i rifiuti negli appositi cestini o che rispettino la fila per lavare le stoviglie.
Le lezioni pomeridiane iniziano all’una e tre quarti, io mi sento assonnata e stanca e, solo per questo motivo, le detesto; non sono l’unica però, se le lezioni sono pesanti come Fisica o Inglese, in classe dormono tutti per poi svegliarsi di soprassalto con la prima campana di cambio lezione. Le lezioni pomeridiane finiscono alle quattro e mezza, ci resta ancora un’ora di doposcuola fino alle 17.30 e, per riuscire a farla, questa volta bisogna proprio correre. Una volta terminato, prima di incamminarmi verso casa, controllo sulla bacheca del centro quali lezioni Namaste terrà il giorno successivo.

La cosa che mi piace di più, appena arrivata a casa, è condividere con la madre della casa, che io chiamo zia, gli avvenimenti della giornata, gli scherzi fatti con gli amici e le notizie più serie riguardo alla scuola. Mi piace parlare con zia perché mi sento come se la mia mamma fosse qui ad ascoltarmi. A seguire, tè e bagno in attesa che arrivino anche tutte le altre compagne di casa, alcune di loro giocano a volley, altre giocano a “carrom” (una carambola) oppure leggono. Poi subito chiacchiere con la mia amica del cuore, Saranya, che mi corregge quando sbaglio.

Verso le 19 in casa c’è un gran rumore: tutte le ragazze studiano le loro lezioni e fanno i compiti per il giorno dopo, io ne approfitto invece per svolgere i lavori di casa che mi competono così sarò libera dopo la cena, che si consuma tutte assieme alle 20.30. Mezz’oretta di televisione, preghiere della sera poi, mentre le altre studentesse andranno a dormire, io avrò la sala studio tutta per me, per studiare col silenzio, a volte anche fino a mezzanotte e mezza, poi crollo. Un bacio alla foto della mia mamma, un ringraziamento a Dio per questa giornata ed una dormita, veloce ma intensa, per prepararmi al giorno successivo.

RESHMA, 17 anni

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