PER UN DISPENSARIO DIFFUSO IN TAMIL NADU   Aggiornato recentemente!


Tra i progetti della onlus Namaste nel sud dell’India, c’è il progetto di Dispensario diffuso.
L’obiettivo è quello di migliorare le condizioni di vita e di salute delle persone che vivono in povertà nei villaggi sperduti del Tamil Nadu. Attraverso l’educazione, la sorveglianza sanitaria e la prevenzione.
Nonostante l’India sia una potenza mondiale in forte sviluppo, almeno 300 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà con meno di 2 dollari al giorno.
L’area dove si sviluppa il progetto è particolarmente povera e il sistema sanitario pubblico piuttosto carente. Povertà, ignoranza e superstizioni sono molto diffuse con conseguente elevato tasso di morbilità e mortalità.
Non esiste la figura del medico di famiglia. Chi sta male deve andare all’ospedale che sono, anche quelli pubblici, in gran parte a pagamento. Sono a pagamento anche le terapie, salvo quelle per malattie epidemiche o contagiose come lebbra, colera, malaria, tifo, TBC, AIDS.
Analfabetismo, malnutrizione, abitazioni fatiscenti senza luce né acqua, carenze igienico-ambientali, il clima monsonico caldo-umido con forti piogge, ignoranza e superstizione rendono le categorie più deboli esposte e indifese.
Malattie ormai da noi debellate o facilmente curabili qui sono ancora mortali; e i moderni ospedali sono solo per i benestanti.
Il dispensario di Namaste a Colachel – dove operano un medico e due infermiere – è un riferimento ambulatoriale gratuito per visite e controlli sanitari. Ma per chi vive nei villaggi lontani, dove non esiste alcuna forma di assistenza sanitaria né mezzi di trasporto, non basta: servono programmi di educazione sanitaria e prevenzione sul posto.
Per questo Namaste ha creato una rete di “sentinelle della salute” che percorrono i vari villaggi. Sono infermiere preparate e formate per il progetto. La gente le aspetta per farsi controllare la pressione, misurare la glicemia, ricevere consigli e informazioni sulle principali norme igieniche e avvertenze per la salute.
E al periodico Medical Camp di villaggio, il medico completa il fondamentale lavoro dell’infermiere. Accorrono in tanti: donne, persone anziane e, per chi non può arrivare con le proprie gambe, l’infermiere si reca direttamente in casa. Si riempiono schede e raccolgono dati che serviranno a monitorare e migliorare un’esperienza che si sta dimostrando efficace e apprezzata.
Altri villaggi hanno bisogno di una loro sentinella sanitaria e il nostro desiderio è poter ampliare questo prezioso programma di tutela della salute.