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COME OPERIAMO
Le "garanzie"
Una nostra caratteristica abbastanza peculiare
e non molto diffusa, infatti, è che noi abbiamo
deciso, dopo alcune esperienze negative, nostre e di
altri, di non finanziare progetti o istituzioni locali
già operanti, ma facciamo progetti in proprio
e li realizziamo noi stessi, con l'aiuto di personale
dipendente locale. Il che rende molto più
sicuro il "buon fine" del denaro che ci viene
erogato dai nostri benefattori.
Inoltre, poiché la Namastè
è nata dalla volontà di far del bene in
modo corretto e sicuro di una persona singola, senza
appoggi né chiesastici né politici, vogliamo
offrire a chi ha lo stesso desiderio la possibilità
di realizzarlo. A chi desidera attuare un progetto di
aiuto, solidarietà o piccola imprenditoria per
le donne, offriamo infatti il nostro supporto, i
nostri uffici, il nostro personale affinché possa
capire, valutare, decidere ed attuare un suo progetto
personale ( purchè in linea con i nostri
valori), gestirlo in proprio dal punto di vista sia
delle modalità che dei soggetti coinvolti, tenere
la contabilità. Tutto quindi nella massima trasparenza
e sicurezza. Già 6 sono state le persone ( o
gruppi) che hanno preso questa strada, realizzando progetti
diversi da quelli tradizionali e di competenza di Namastè,
con grande impegno, ma anche enorme soddisfazione personale.
Le "certificazioni di qualità"
non ci interessano ( in realtà ognuno può
ottenerle, con gli agganci giusti): preferiamo che
i benefattori si rendano conto da soli o addirittura
facciano da soli. Per questo abbiamo, nella nostra sede
indiana, delle camere accoglienti per i visitatori,
a qualsiasi titolo essi vengano. Chi viene a trovarci
può vedere come si svolge il nostro lavoro (
a piano terra ci sono i nostri uffici, che ricevono
ogni giorno decine di persone in cerca di aiuto), può
andare in giro col nostro pulmino, vedere i diversi
progetti, passare una giornata col "suo" bambino,
aiutarci nel nostro lavoro facendo foto o scrivendo
al computer.
SCARICA
QUI IL BILANCIO 2007 (file di Excel)
Questa è la lettera scritta dal nostro presidente
ad un potenziale benefattore che chiedeva garanzie
sull'utilizzo dei fondi:
Caro Signor Rossi,
la certezza assoluta si ha, purtroppo, solo facendo
le cose direttamente, come ho fatto io dopo aver constatato
la malafede di altri ( tra cui alcuni sacerdoti). Come
sa benissimo, i bilanci possono essere facilmente "truccati"
ed ogni tipo di carta falsificato.
Il fatto che lei possa corrispondere direttamente
con il bambino sostenuto a distanza è già
una buona garanzia, insieme a pagelle e foto. Ma un
margine di rischio c'è sempre.
Potrebbe anche decidere di versare direttamente i soldi
alla famiglia bisognosa, ma in questo caso non c'è
la garanzia che i soldi vengano spesi nel modo giusto,
specialmente se in famiglia c'è un padre alcolizzato.
Potrebbe decidere di mandare oggetti invece che denaro,
ma in questo caso il reale beneficio per la persona
bisognosa sarebbe di gran lunga inferiore a quello che
potrebbe essere, con la stessa spesa, a causa dei costi
elevati dei materiali qui da noi aumentati delle spese
di spedizione.
Ho visto purtroppo personalmente, quando sono stata
laggiù a seguito dello Tsunami, ma anche in altre
occasioni, di quanta bassezza, avidità e abilità
truffaldina è capace il genere umano e non la
biasimo per la sua diffidenza.
Purtroppo è questo l'ostacolo maggiore che
si interpone tra chi ha sincero desiderio di fare del
bene e chi ha bisogno di quel bene.
La invito, se ne ha la possibilità, a venire
giù in India a trovarci e decidere da solo chi
e come aiutare. Questo è il modo più diretto
e sicuro.
Ogni altra garanzia che io potrei darle sarebbe
comunque relativa. C'è chi fa foto a bambini
qualunque, per strada, e poi si inventa una storia e
li "dà" per il sostegno a distanza,
o chi "affida" lo stesso bambino a più
persone....ne ho viste di tutti i colori.
Quindi scelga lei di chi e cosa fidarsi, ma non
perda questo impulso così nobile a fare del bene.
Cordiali saluti
Valeria
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