** La gita al mare coi bimbi della Kottor Ottobre 2009

Come promesso Domenica 11 Ottobre 2009 tutti in gita. Presenti i 9 bimbi della Kottoor, gli House Keepers con i loro figli, gli affittuari e qualche vicino di casa (ottimo segnale di buona armonia col vicinato), 4 bimbi grandicelli adottati da Debora, Giada, Eleonora, John, social worker resosi disponibile, l’autista e l’aiuto autista.. oltre a Gianfranco naturalmente.

Partenza verso le 10,30 col pulmino nuovo nuovo di Namastè, destinazione Kovalam, la spiaggia più vicina ed in parte frequentata anche da turisti. Arrivo dopo un oretta a causa prima della strada tutta curve e buche che ormai conosciamo verso Trivandrum, poi del traffico caotico e sconclusionato a cui ugualmente ci siamo abituati.
Nel pulmino molta allegria con canti e risate a non finire. La giornata naturalmente assolata promette bene.

Giunti a destinazione raggiugiamo a piedi la parte indiana della spiaggia dove i pescatori tirano in secco le barche, molto particolari, dopo una nottatta di pesca, rammendano le reti e si riposano prima di rientrare a casa, magari in compagnia di una bottiglia.
Assistiamo all’operazione di tiraggio in secca delle barche e ci accorgiamo che ognuno ha il suo compito. Non sono infatti i pescatori ad occuparsi di questo, ma cooperative (sarà questo il termine giusto?) appositamente costituite per questo tipo di lavoro. In India usa così e nessuno si azzarda a compiere il lavoro che per norma non codificata ma rispettata è di altri.

I ragazzi intanto si scatenano, specialmente i maschietti, mentre le femmine, anche le adulte, si avvicinano all’acqua, si bagnano magari fino alle ginocchia, ma non osano entrare. E tutti naturalmente sono vestiti. Solo qualche piccolino (maschio) osa togliersi la maglietta. Poi sulla sabbia le immancabili buche, alla cattura di pesciolini che stanno sotto, puntualmente messi in bottiglia di plastica per poterli sfoggiare a noi europei. Non mancano anche ritrovamenti, sopra la sabbia stavolta, di qualche pesce strano e meduse blu gigantesche che il mare ha spiaggiato o forse sono state scaricate lì dai pescatori che se le sono trovate nelle reti.

Fatta l’ora di pranzo tutti fuori dell’acqua, di asciugarsi non se ne parla, tanto dopo mezz’ora ci ha pensato il sole ad asciugare pelle e vestiti. E col pulmino ci avviamo verso la zona turistica, poco distante.

Non pensiamo di trovare una spiaggia come le nostre, qualche ombrellone e sdraio privati quà e là e poca gente, anche se la giornata è splendida e calda. C’è un lungospiaggia dove si affacciano numerosi ristoranti e negozi di artigianato. Contrattiamo con uno dei ristoratori che ci sembra più potabile e a buon mercato, fissiamo un prezzo e, dopo una breve passeggiata, chiamati a raccolta tutti, una trentina, ci accomodiamo ad una tavolata appositamente predisposta per noi.

Cibo rigorosamente indiano, con rifiuto di noi europei di un menù diverso e di costo superiore (e il ristoratore non c’è rimasto gran che bene), ma l’etica di mangiare quello che mangiano i ragazzi non è venuta meno. Un piccolo particolare: per noi avevano apparecchiato al completo, ai ragazzi mancavano i bicchieri. Naturalmente si sono affrettati a portarli (e anche qui il ristoratore ha un poco borbottato). Comunque un buon pasto, abbondante, alla cifra cadauno tradotta in euro di neppure 3 euro.

Dopo il pasto ovviamente altra passeggiata, alcuni piccoli acquisti nei negozietti o dai venditori di strada, senza dimenticare di trattare il prezzo che qui come altrove è una usanza che fra l’altro diverte e fa risparmiare (speriamo).
Una notazione importante. Il comportamento dei ragazzi. Calmi, ordinati, sorridenti, educati a tavola, non si sono mai alzati se non alla fine del pasto, e durante la passeggiata, a gruppetti e per mano, mai si sono lamentati nè hanno dato preoccupazioni, senza che nessuno avesse mai la necessità di dover dire loro come comportarsi, nè potesse riprenderli per qualcosa. Prorio come i nostri ragazzi italiani (sic)!!! 
Solo in un momento uno di essi staccatosi dal proprio gruppetto (era un emissario ambasciatore probabilmente), si è avvicinato a Gianfranco e lo ha tirato per un gomito. Gianfranco si è rivolto in basso e si è visto due occhioni sorridenti e un bimbo che gli diceva “Ice cream?” . Come sottrarsi ad una richiesta così garbata?
E allora via, alla ricerca di un baracchino che vendesse gelati, subito trovato nella forma di una immancabile Ape Piaggio o copia conforme, chissà, attrezzata per la vendita ambulante dei gelati. Tutti in fila (e non all’assalto, tanto per ribadire il concetto di prima) e dopo 5 minuti ognuno aveva il suo gelato che doveva affrettarsi a mangiare, altrimenti se lo sarebbe mangiato il sole e la sabbia dove qualcosa comunque è sgocciolato dalle facce impiastricciate.

Ritornati al pulmino foto collettiva ricordo e poi tutti a bordo per… la sorpresa annunciata durante la precedente visita alla Kottoor. Quindi autista, via in direzione Trivandrum alla ricerca di negozi dove poter comprare un vestito nuovo per ciascun bimbo! Qui le donne presenti sono state preziose e alla fine tutti avevano il vestito che desideravano. Sgargianti vestiti lunghi interi molto colorati per le bimbe e pantaloni e camicia, ugualmente sgargianti e dalle mille tasche, per i bimbi.

Di nuovo a bordo e stavolta sulla via del ritorno. Dormita generale fino a che siamo arrivati alla Kottoor all’imbrunire. Qui si è assistito ad un repentino risveglio di tutti, una corsa giù dal pulmino dei ragazzi e dopo pochi minuti… la sorpresa ce l’hanno fatta loro; tutti fuori coi vestiti nuovi per l’ultima foto e silenziosi ringraziamenti. Sì, perchè quale miglior ringraziamento della gioia che esprimevano quei 18 occhioni spalancati?

E allora, senza retorica, dobbiamo noi ringraziare loro della gioia e della serenità che ci danno solo al pensare che con così poco il gruppo “Amici di Arezzo & C.”, è riuscito a farli felici, più che con uno di quei costosi regali a cui noi europei siamo abituati.

Un’ultimo dato: costo della gita che ha compreso mancia all’autista, il suo aiuto e John (non pagati per questo impegno domenicale), gasolio per il pulmino, pranzo, gelato e vestiti nuovi. Provate ad indovinare? La astronomica cifra di meno di 150€ . Questo vuol essere un invito a coloro ai quali capiterà di leggere queste note navigando su Internet. Con il nostro superfluo qui si fa davvero tanto… e allora forza, che aspettate?

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